| 11 Gennaio 2012
Del tutto soddisfacente la risposta del presidente ARAV Luigi Sambugaro alla richiesta di chiarimenti inviatagli dal presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi
Da tempo il sistema dell’associazione allevatori (AIA, ARAV, APA), così importante per la competitività e lo sviluppo di un comparto di prim’ordine come la zootecnia veneta, attraversa una fase di profonda ristrutturazione che desta la preoccupazione degli allevatori associati a Confagricoltura.
Giangiacomo Bonaldi ha quindi preso l’iniziativa, alla fine dell’anno appena concluso, di inviare una lettera al presidente ARAV Luigi Sambugaro, per chiedergli chiarimenti e rassicurazioni sulle modalità future di svolgimento dell’attività e restituire così dei punti di riferimento certi agli allevatori veneti.
La risposta di Sambugaro, cortese e tempestiva, ha permesso di dissolvere ogni dubbio intorno ad un punto fondamentale: ARAV, che ha sostituito le APA dal 1 gennaio 2012 nell’effettuazione dei controlli funzionali e di tutti gli altri servizi, è tenuta a garantirli nei confronti di ogni allevatore, anche se non socio.
Trova così conferma la linea sempre seguita da Confagricoltura circa il fatto che al sistema dell’associazione allevatori è conferito un compito di valenza pubblica nell’interesse dell’intero comparto.
Permangono, tuttavia, serie preoccupazioni sulla idoneità dell’attuale struttura ARAV a soddisfare le esigenze degli allevatori mantenendo i costi dei servizi offerti ad un livello accettabile.







