| 19 Dicembre 2011
Nonostante la normativa comunitaria e nazionale li abbia esclusi per la produzione agricola, il pagamento delle relative tariffe è ancora richiesto nel Veneto
E’ giunta molto gradita la risposta dell’assessore Elena Donazzan alle ripetute sollecitazioni di Confagricoltura Veneto affinché sia fatta chiarezza sulla vicenda, ormai protrattasi troppo a lungo, dell’applicabilità alle aziende agricole del Regolamento UE n.882/2004 e del Decreto Legislativo 194/2008, che prevedono che le attività produttive siano sottoposte a controlli sanitari e ne sostengano gli oneri corrispondenti.
Infatti, nonostante la legge comunitaria 2009 abbia previsto l’esclusione del settore primario dall’ambito di efficacia di tale Regolamento, le ULSS venete hanno inviato alle aziende agricole le richieste di pagamento delle tariffe riguardanti gli anni 2009 e 2010.
Insomma, si pretende il pagamento di una tassa dichiarata non dovuta solo perché, negli anni di cui si tratta, per un’interpretazione errata era stata ritenuta riferibile anche al settore primario. Né va trascurato che altre Regioni, come Piemonte, Lombardia, Toscana e Umbria, sono già intervenute per impedire che venga imposto alle attività agricole un onere manifestamente ingiusto.
In questa situazione, dunque, è stata molto apprezzata l’assunzione di responsabilità dell’assessore Elena Donazzan, che, condividendo le ragioni espresse da Confagricoltura Veneto, ha scritto di aver già interessato la Giunta regionale ed in particolare l’assessore all’agricoltura affinché sia annullata la riscossione delle tariffe nei confronti dei soggetti esclusi dall’ambito di applicazione della normativa sui controlli sanitari, anche per evitare ingiuste disparità di trattamento fra agricoltori operanti in regioni diverse.







