| 26 Settembre 2011
Questo l’incoraggiante titolo di un convegno organizzato dalla Regione a Montecchio Maggiore (Vi). L’intervento della vicepresidente di Confagricoltura Veneto Deborah Piovan
Ma è proprio vero che si torna a parlare (seriamente) di piano energetico regionale? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare dal convegno tenutosi nei giorni scorsi per iniziativa dell’Assessorato regionale all’energia e al quale hanno partecipato i maggiori esperti del settore provenienti sia dal mondo pubblico sia da quello privato.
Pienamente condivisibile, per il suo realismo, il taglio impresso ai lavori e che si può sintetizzare così: non si creda che le fonti rinnovabili siano destinate a sostituire quelle convenzionali, ma ne possono costituire un valido completamento, specie in una regione come il Veneto ove l’agricoltura produttiva è ancora fortemente integrata con tutti gli altri usi del territorio ed è quindi attuabile la logica della microgenerazione diffusa.
La prospettiva di una riapertura della discussione sul nuovo piano energetico regionale è stata salutata con viva soddisfazione dalla vicepresidente di Confagricoltura Veneto Deborah Piovan, la quale si è augurata che questa volta alle dichiarazioni di principio facciano seguito i fatti, considerato che da diversi anni il mondo produttivo attende, sulla materia, una regolamentazione che è stata spesso promessa ed auspicata ma mai realizzata. Il fatto, poi, che il piano previsto riguarderà solo le fonti rinnovabili perché per le altre la competenza statale è preponderante, non fa che aumentare l’interesse verso l’iniziativa del mondo agricolo, che vigilerà con particolare attenzione affinché non si registrino ulteriori ritardi.
La necessità di un piano regionale energetico, ha ribadito Deborah Piovan, nasce dal fatto che una materia dalle così numerose e complesse implicazioni di ordine economico, territoriale ed ambientale ha bisogno di essere disciplinata in maniera semplice e chiara in tutti i suoi aspetti, colmando quel vuoto normativo che ostacola l’operatività di imprenditori ed Enti locali e li può indurre in errore. Gli imprenditori in particolare, ha precisato la vicepresidente di Confagricoltura Veneto, per investire devono poter contare su prospettive di lungo termine, che possono essere garantite solo da una programmazione adeguata.
Deborah Piovan ha concluso richiamando la necessità che gli incentivi pubblici siano calcolati in base alla qualità e non alle dimensioni dell’impianto e quindi tenendo conto soprattutto della sua attitudine a contenere tanto le emissioni di anidride carbonica quanto il consumo di territorio. Vanno premiati, cioè, i comportamenti virtuosi, che, nel documento propositivo stilato da diversi enti fra cui Confagricoltura, 'Il biogas fatto bene', vengono misurati in land efficiency e carbon efficiency."







