| 30 Agosto 2011
I dati previsionali, suffragati dalla raccolta delle uve precoci, ci indicano che il 2011 si prospetta un anno di ottima qualità delle uve, sia per l’elevata gradazione zuccherina, sia per l’alta acidità dovuta, molto probabilmente, agli sbalzi termici di fine luglio.
Inoltre, si assiste finalmente anche ad un risveglio delle quotazioni delle uve.
Si registra, infatti, una tensione nel mercato, dovuta alla riduzione generalizzata della produzione a livello regionale e nazionale, ma anche mondiale, con previsioni che indicano una produzione inferiore ai consumi. Inoltre, arrivare alla vendemmia con riduzioni di scorte o addirittura la totale scarsità di prodotto per alcuni vini, contribuisce all’aumento dei valori.
L’incremento dei prezzi delle uve pocanzi descritto, si aggira su valori pari al 10/20%.
Ancora, gli ingenti espianti eseguiti in Australia negli ultimi tempi (è crollato il mito “Australia”) e le brinate tardo-primaverili manifestatesi in Europa Centrale, hanno compromesso il 40% della produzione; così nel contesto italiano, in Sicilia, l’abbandono dei vigneti e l’uso della misura della vendemmia verde prevista dall'OCM vino portano al quasi dimezzamento del prodotto.
Nel Veneto si notano due grandi denominazioni che fanno da traino: il Valpolicella, che arriva ai 7.000 ha di vigneto, con una vendita di circa 14.000.000 bottiglie di Amarone; e il Prosecco, da poco (31 luglio) contingentato dal provvedimento regionale, che si presume arriverà ai 20.000 Ha con produzione a regime di oltre 300.000.000 unità. Per entrambe le denominazioni si prevede un incremento di prezzo delle uve, che varia a seconda della qualità dal 10 al 20%.
Auspicabile è che si arrivi ad un equilibrio di produzione con un sostanziale mantenimento dei prezzi, in modo che non avvengano bruschi innalzamenti o diminuzioni dei valori. A tal proposito preoccupa la situazione del Prosecco, che nel prossimo triennio raddoppierà la produzione, ed è dunque ragionevole domandarsi se il mercato riuscirà ad assorbire una così ingente disponibilità di bottiglie.
Quindi il 2011 sarà un’annata da ricordare, sia per la qualità, sia per i prezzi. Il mio auspicio è che ci sia il coraggio di aumentare il valore di vendita delle bottiglie. Credo che sia arrivato il momento di farlo; il mercato lo consente.
* Christian Marchesini è presidente della Sezione di prodotto vitivinicola di Confagricoltura Veneto







