Fecce e vinacce sui campi o per la produzione di energia

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A partire da questa vendemmia i sottoprodotti della vinificazione non dovranno più essere obbligatoriamente avviati alla distillazione. Superati anche i limiti riguardanti la quantità di vino prodotta

vendemmia1Primo successo dell’azione sindacale condotta da Confagricoltura Veneto, insieme alle altre associazioni imprenditoriali agricole, allo scopo di semplificare il più possibile l’applicazione della apprezzata delibera con cui la Regione permette al produttore, a partire da questa vendemmia, di scegliere se destinare i sottoprodotti della vinificazione alla distillazione oppure ad usi alternativi quali quello agronomico o energetico.


Con una delibera del 3 agosto, infatti, la Giunta regionale aveva limitato tale facoltà alle sole aziende che non superassero la produzione complessiva di vino di 4.000 hl; un vincolo inutile, aveva scritto Confagricoltura Veneto all’assessore Franco Manzato, in quanto, per garantire un corretto utilizzo agronomico di fecce e vinacce, è sufficiente che tali materiali, come previsto, non superino la quantità di 3 t/ha all’anno. 
In conseguenza di tale presa di posizione, la Giunta regionale ha modificato il provvedimento già adottato, per cui le aziende interessate agli usi alternativi dei sottoprodotti della vendemmia  non devono più rispettare il limite dei 4.000 hl di vino prodotti come previsto in origine, a condizione che l’agricoltore trasformi esclusivamente uve ottenute da vigneti di cui abbia la conduzione.
E’ un primo passo verso il superamento completo dei tetti produttivi per le aziende che intendono utilizzare fecce e vinacce come fertilizzanti o per la produzione di energia.