| 18 Gennaio 2012
I rappresentanti delle imprese agricole ai Comuni: “Applicate la riduzione, ne avete facoltà”
Oltre ai terreni anche le stalle e i fienili, gli annessi rustici, i capannoni per ricovero attrezzi: l’IMU non risparmia neanche quelli che sono di fatto i mezzi di produzione per le imprese agricole.
Per questo le associazioni di categoria del settore (Cia, Copagri, Confagricoltura, Coldiretti) hanno scritto a tutti i Sindaci del Veneto invitandoli ad applicare la facoltà, stabilita per legge, di ridurre fino al 50% la nuova tassa soprattutto per gli agricoltori che coltivano direttamente il fondo.
L’intervento presso le amministrazioni pubbliche è volto a scongiurare la scomparsa di un tessuto di imprese che crea occupazione, garantisce l’equilibrio idrogeologico e la produzione di tipicità che fanno una ricchezza agroalimentare unica al mondo.
“Vogliamo richiamare alla stessa sensibilità tutti i primi cittadini” ha detto il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi insieme ai colleghi delle altre associazioni “perché non è possibile trattare un bene che produce reddito come un bene che viene acquisito per intenti speculativi da parte di soggetti terzi rispetto al mondo agricolo”.
A livello nazionale è stato già avviato un confronto serrato con il Governo al fine di differenziare i parametri riducendo l’aggravio per gli imprenditori iscritti come coltivatori diretti alla previdenza Inps; ma l’entità della manovra rimane un vero e proprio salasso dove i valori del prelievo triplicano.
Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri intraprendono un’azione unitaria per tutelare l’agricoltura vessata da tassazioni che minano seriamente la competitività del comparto: la superficie agricola, le strutture connesse all’attività sono strumenti di lavoro e non capitali rifugio.







