Bilancio regionale 2012: il PSR e poi?

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Le associazioni agricole si presentano compatte e con un’unica voce alla Regione in un momento delicatissimo per l’attività e la vita stessa delle aziende

palazzo_ferrofiniConsultata dalla Prima Commissione del Consiglio regionale (nella foto la sede di Palazzo Ferro Fini a Venezia) sulla legge finanziaria e il bilancio di previsione 2012, Confagricoltura Veneto ha partecipato, con le altre associazioni di categoria, alla redazione di un documento unitario, nella convinzione che il mondo agricolo deve presentarsi compatto alle istituzioni se vuole che le sue ragioni siano prese i considerazione.

Nella nota si esprime soddisfazione perché la spesa totale per la voce “Agricoltura e sviluppo rurale” è aumentata dagli 83.824.470 della previsione 2011 agli attuali 96.996.625. E’ la prima volta dal 2004, anche se allora la previsione di spesa era di quasi 195 milioni. L’aumento, tuttavia, non deve dare adito a facili entusiasmi, perché le risorse destinate effettivamente alle imprese si riducono, in sostanza, ai 22 milioni del cofinanziamento regionale al Programma di Sviluppo Rurale, con un peraltro apprezzabile incremento rispetto ai 18.477 del 2011.
Nella nota si evidenzia anche l’inopinato aumento del finanziamento per AVEPA (da 24.255.000 a 29.211.000) e Veneto Agricoltura (da 13.580.000 a 14.080.000): un’inversione di tendenza rispetto alla previsione 2011, che aveva fatto segnare un netto calo delle risorse destinate ai due enti. Per quanto riguarda in particolare Veneto Agricoltura, la scelta compiuta nella previsione 2012 non è chiara alla luce della proposta di legge finanziaria, ove è previsto il ridimensionamento dell’ente, di cui si vuole rafforzare la natura di organismo strumentale della Regione, riservandogli solo competenze di tipo operativo e prevedendo un conseguente trasferimento di risorse alla Regione stessa.
Confagricoltura Veneto, insieme alle altre associazioni di categoria, stigmatizza negativamente il calo dello stanziamento a favore dei CAA (da 3 a 2,5 milioni). I Centri di Assistenza Agricola, infatti, svolgono una attività, quale la tenuta del fascicolo aziendale, che potrebbe essere svolta dalla Regione solo a costi molto più alti degli attuali, quantificabili in una cifra attorno ai 10 milioni.
Si esprime forte preoccupazione anche per la rilevante riduzione dell’intervento regionale a sostegno del credito, uno strumento senza il quale non ci può essere sviluppo per nessun tipo di attività imprenditoriale, e per il calo delle risorse destinate alla bonifica, scese dai 43 milioni del 2010 ai 4,5 della previsione 2012. Per quanto riguarda quest’ultimo comparto, in particolare, è allarmante l’entità dello stanziamento regionale destinato a compensare l’esenzione degli immobili urbani dagli oneri di bonifica fino a 16,53 euro: 1 milione, come nel 2011, contro i 6 del 2010. Confagricoltura Veneto e le altre associazioni agricole hanno quindi espresso la necessità che i tagli delle risorse regionali destinate alla bonifica non si traducano in ulteriori oneri per le aziende agricole, già gravate ai limiti del sopportabile dalla nuova IMU.