Bonifica senza soldi: pagheranno gli agricoltori?

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Il presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, scrive a Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche: siamo con voi contro i tagli dei finanziamenti ai Consorzi, ma non si aggravi la contribuenza agricola

bonificaLe consultazioni tenutesi in Consiglio regionale sulla legge finanziaria e il bilancio di previsione 2012, hanno messo in evidenza la gravissima situazione in cui versano i Consorzi di bonifica. Infatti, le risorse stanziate dalla Regione per un ambito di attività sotto ogni aspetto strategico per la vita della collettività sono sempre meno, al punto da mettere  in discussione la possibilità per i Consorzi di proseguire la loro preziosa attività.


Lo scrive, al presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giangiacomo Bonaldi, presidente do Confagricoltura Veneto, che esprime preoccupazione, oltre che per l'insufficiente stanziamento destinato alla gestione e manutenzione delle opere, per la mancata copertura dell'esenzione degli immobili urbani dal pagamento degli oneri di bonifica di ammontare fino a 16,53 euro: una norma che, fin dal suo primo apparire, scrive Bonaldi, è stata fortemente criticata da  Confagricoltura Veneto, nella convinzione, ora purtroppo confermata dai fatti, che la Regione avrebbe incontrato serie difficoltà nel reperire le risorse da trasferire ai Consorzi in sostituzione di quanto erano abituati a ricevere celermente e regolarmente dai contribuenti oggi esentati. In effetti, i 6 milioni stanziati in origine sono diventati 1 nel bilancio regionale di previsione 2011 e rimangono 1 anche nella previsione 2012.
In questa situazione, continua il presidente di Confagricoltura Veneto, confermiamo la nostra piena disponibilità sostenere ogni iniziativa che la Regione potrà avviare per restituire ai Consorzi di bonifica una congrua dotazione finanziaria, corrispondente alle loro necessità operative.   
Ciò che conta, conclude, è che non si guardi agli agricoltori come coloro cui chiedere un ulteriore sacrificio per sanare i bilanci consortili.  Gli agricoltori sono tuttora i maggiori contribuenti dei Consorzi e sono gravemente colpiti da una manovra fiscale che sottopone i loro strumenti della produzione ad una tassa equiparabile ad una vera  e propria patrimoniale. Non si può quindi chiedere loro uno sforzo ulteriore, che comprometterebbe la stessa sopravvivenza delle aziende. Bisogna invece cercare, con le istituzioni regionali, le soluzioni più eque e praticabili.