Un patto per il territorio
Scritto da confagraria
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20 Luglio 2011
Alla tavola rotonda promossa dall’Unione Veneta Bonifiche, che ha cercato di coordinare in un’azione comune i principali attori della tutela del nostro territorio, l’intervento del presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi
Una concertazione fra tutti i soggetti istituzionali competenti, che dal Comune raggiunga lo Stato passando attraverso la Regione, per attivare una politica condivisa, capace di raccogliere il consenso e le risorse per affrontare i problemi del nostro territorio in maniera sistematica e non più sporadica ed occasionale. Questa è la via che Confagricoltura Veneto ha indicato come l’unica possibile per avviare una politica idrogeologica che abbandoni la logica dell’emergenza e degli interventi tampone per adottare quella della programmazione a lunga scadenza. E questa è la via scelta anche dall’Unione Veneta Bonifiche, che ha riunito nel nome della sicurezza del territorio veneto tutti i soggetti istituzionali che hanno competenze in materia: Regione (gli assessori Maurizio Conte e Daniele Stival), Province, Comuni, Protezione Civile, naturalmente i Consorzi di bonifica.
Il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi (nella foto), intervenuto alla manifestazione, ne ha apprezzato gli obiettivi e l’impostazione di fondo. La necessità di una presa di posizione comune e concordata nella gestione del territorio e delle acque deriva, infatti, non solo dalla complessità politica ed amministrativa di iniziative in questa materia, ma anche dalla rilevanza dell’impegno finanziario richiesto, a coprire interventi che vanno dai più semplici, come la manutenzione degli argini e delle idrovore, ai più complessi, come la realizzazione di casse di espansione per raccogliere le acque in esubero in caso di piogge eccezionali. Il problema, infatti, non è rappresentato dalla scelta delle opere da realizzare, sulla quale si registrano un’ampia convergenza fra i soggetti interessati e la presenza di una riserva di progetti già avanzati se non addirittura cantierabili, ma dalla reperibilità delle risorse necessarie per fronteggiare tutte le esigenze.
In ogni caso, ha puntualizzato Bonaldi, appare indispensabile coinvolgere gli agricoltori nelle scelte relative alla gestione del territorio, di cui rimangono i principali manutentori; se le decisioni devono essere assunte a livello politico, quindi, nessuna decisione sensata può essere presa senza prima aver ascoltato gli agricoltori.
Nella logica della prevenzione del danno, ha ribadito il presidente di Confagricoltura Veneto, un ruolo fondamentale dovrà essere riservato ai Consorzi di bonifica, il cui patrimonio di conoscenze ed esperienze va utilizzato e valorizzato nell’interesse dell’intera collettività. Un ruolo, quello dei Consorzi, su cui, invece, da un po’ di tempo a questa parte, si registrano preoccupanti incomprensioni e fraintendimenti. Bisogna riflettere, invece, sul fatto che sono state colpite dalle esondazioni soprattutto quelle aree urbane che, per gli orientamenti politici regionali, si tende ad affrancare dal contributo di bonifica e quindi a deresponsabilizzare nel grande impegno a tutela del territorio veneto.
Infine, ha concluso Giangiacomo Bonaldi, non va dimenticato che l’acqua non è solo un pericolo da cui difendersi, ma, prima di tutto, una risorsa indispensabile per la vita di tutti e dell’agricoltura in modo particolare. Quella concertazione istituzionale di cui si stanno gettando le fondamenta, quindi, deve servire a individuare strategie e risorse non solo per la salvaguardia del nostro sistema idrogeologico prima che il danno si verifichi, ma anche per tutelare e valorizzare la risorsa idrica.