Bonaldi e Sartori scrivono a Zaia

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Pubblichiamo la lettera che i presidenti di Confagricoltura, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, e Agriturist Veneto, Alberto Sartori, hanno inviato congiuntamente al Governatore della Regione Luca Zaia sui problemi legati alla tutela del territorio

300608_zaia" Caro Presidente,

abbiamo molto apprezzato la lettera aperta con cui il 5 novembre scorso hai voluto rivolgerti ai veneti per comunicare loro il Tuo pensiero di governatore della Regione e di uomo su di un dramma di cui siamo un po’ tutti responsabili ma che ora dobbiamo affrontare tornando, come Tu stesso scrivi, ad essere comunità: il dissesto idrogeologico del territorio su cui viviamo e lavoriamo e che è la casa di tutti.

 

E’ del tutto condivisibile, in particolare, il passaggio ove si legge: “Per molti anni, abbiamo fatto un cambio che ci pareva giusto: territorio in cambio di ricchezza; terra, in cambio di cemento; spazio, in cambio di capannoni”. Una scelta che appartiene ad una logica di sviluppo allora largamente condivisa e che solo gli agricoltori, all’interno del sistema produttivo, tentavano di frenare, denunciando la continua sottrazione di terreno alla destinazione agricola e il rischio che un territorio così cementificato avrebbe comportato per la collettività. Ora, di fronte a disastri che provocano vittime umane e danni economici incalcolabili, ci incoraggia vedere che la massima autorità regionale riprende con convinzione e con evidente sincerità temi che da sempre sono patrimonio del mondo agricolo.

Siamo tutti consapevoli che la lotta al dissesto idrogeologico sarà durissima, per le ragioni che sono bene esposte nella lettera e che si possono sintetizzare nella persistenza di un quadro normativo inadeguato e in una crisi finanziaria che è la più grave dal dopoguerra.

Tuttavia siamo convinti che non ci si possa arrendere e che la chiave per risolvere i problemi sia rintracciabile in uno spirito nuovo di collaborazione fra istituzioni e comunità a tutti i livelli, l’unico che permetta di compiere quello sforzo congiunto di natura politica ed economica senza il quale non si esce dalle emergenze.

Per quanto ci compete come associazioni agricole, in rappresentanza di uomini e donne che fanno del territorio il proprio ambiente di vita e di lavoro e che ne sono i primi custodi, diamo la nostra totale disponibilità alla realizzazione degli intenti citati nella lettera, mettendo a disposizione il nostro patrimonio di esperienza e di professionalità. Nello stesso tempo torniamo a ribadire l’importanza fondamentale dell’uso agricolo del suolo per il mantenimento dell’equilibrio idrogeologico generale e per alimentare la collettività, fornendole cibo sano, di buona qualità e a prezzi contenuti. Il territorio agricolo non può più essere considerato una zona grigia buona solo per essere divorata da altre utilizzazioni; deve essere preso in considerazione, invece, come un bene in sé, portatore di benessere, salute e sicurezza per tutti.

Il territorio va salvaguardato anche per la sua valenza turistica. Le alluvioni, le esondazioni, le frane che si ripetono con allarmante frequenza in ogni parte del Paese, pongono anche un problema di sicurezza del turista e di salvaguardia del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico che è alla base del successo turistico dell'Italia. Va tenuto presente, inoltre, che l'industria turistica italiana è la più importante per il nostro Paese e da essa provengono risorse economiche (29,2 miliardi di euro nel 2010) che potrebbero essere utili anche per sostenere la messa in sicurezza del territorio.

La campagna, in particolare, custodisce un patrimonio culturale e naturalistico enorme, che potrebbe contribuire in misura rilevante al rilancio turistico della nostra regione e a migliorare i livelli occupazionali. Ma la distruzione del paesaggio rappresenta un grave ostacolo alla realizzazione di questo progetto. Dobbiamo mobilitarci tutti per far capire al Governo che la situazione è ormai insostenibile.

In conclusione, per il nostro Paese e la nostra Regione le vere grandi opere devono riguardare prima di tutto il contenimento dell'espansione edilizia, il restauro dei centri storici e dei siti archeologici, il recupero delle tante costruzioni inutilizzate, la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, una promozione turistica capillare che coinvolga anche i centri storici minori e le preziose tradizioni del mondo rurale. Un programma enormemente ambizioso e che pure abbiamo il dovere di realizzare contribuendo ognuno secondo le proprie responsabilità, ritrovando quel sentire comune e quella coesione che, nella corso della storia, ci hanno fatto superare le più gravi difficoltà. I momenti di crisi devono diventare l’occasione per quel rinnovamento che il benessere ci permette, invece, di rinviare sempre.

Infine, ci permettiamo di avanzare una proposta forse utopistica, ma che, se realizzata, porterebbe automaticamente il Veneto all’avanguardia nella tutela del territorio. Sappiamo che la Superficie Agricola Utilizzata in Veneto è calata dal 2000 al 2010 in ragione di oltre 12 ettari al giorno. Perché la Regione non mette fine a questo scempio, il cui prezzo è ora pagato dalla collettività intera, fissando un limite massimo accettabile di decremento della SAU da ora al prossimo censimento del 2020?

Caro Presidente, torniamo a ringraziarTi per il Tuo impegno e Ti confermiamo il nostro appoggio per ogni iniziativa che vorrai adottare a tutela del territorio e della gente veneti.

Con i migliori saluti."